Visto che ultimamente si parla molto della famigerata regola #2 di CK (che prende il nome dal suo megalomane inventore), quale occasione migliore della recentissima emissione di Mirati (MRTX)? Se ben ricordate, parlo della compagnia da diverso tempo, fin da quando ancora si chiamava Methylgene, principalmente per via dei suoi TK inibitori sporchi. Ieri abbiamo assistito alla prima giornata di contrattazione dopo l’annuncio del finanziamento:

Mirati Therapeutics, Inc. (NASDAQ: MRTX) today announced the pricing of an underwritten public offering of 2,250,000 shares of its common stock, offered at a price to the public of $20.00 per share. The gross proceeds from this offering to Mirati are expected to be $45.0 million, before deducting underwriting discounts and commissions and offering expenses payable by Mirati. The offering is expected to close on or about February 3, 2015, subject to customary closing conditions. In addition, Mirati has granted the underwriters a 30-day option to purchase up to an aggregate of 337,500 additional shares of common stock. All of the shares are being offered by Mirati. Mirati expects to use net proceeds of this offering for general corporate purposes, which may include clinical trial and other research and development expenses for its ongoing oncology clinical development programs, including acceleration of expenses related to clinical trial activities for the registration of MGCD265, capital expenditures, working capital and general and administrative expenses.

Ieri Mirati ha chiuso a 21,29$ con un più che decoroso +4%, il che significa che il mercato ha premiato la mossa e che alla fine della giornata chi comprava lo faceva ad un prezzo superiore rispetto a quello delle nuove azioni emesse.

Sebbene, come testimonia il grafico qui sotto, sia stata una seduta contrastata, caratterizzata da forti vendite all’apertura e acquisti da metà sessione in poi, il saldo è sicuramente positivo, il che qualifica Mirati come  candidata all’acquisto in base alla famigerata regola #2 di CK.

mirati mrtx giorno emissione grafico

 

 

Mirati capitalizza circa 300M$ ed ha una pipeline interessante, i cui eventi principali sono riassunti nell’immagine qui sotto, tratta dalla loro ultima presentazione:

 

mirati timeline

 

 

La posizione di cassa chiaramente ora è rafforzata dagli oltre quaranta milioni che verranno incassati grazie all’emissione, soldi che serviranno per finanziare gli studi appena intrapresi e iniziarne di nuovi, dato che tutto l’onere pesa sulle loro spalle.

MGCD265, ossia il farmaco che definivo come “il Cabozantinib canadese”, si trova ora in fase 1/2 nel trattamento di tumori solidi. Mirati ha individuato un dosaggio massimo tollerato ed è ora in fase di espansione in soggetti con mutazione o amplificazione di  MET o di mutazione Axl. Stando a quello che viene riportato dalla compagnia in 1H15 si dovrebbe poter saggiare la bontà della scelta con una analisi preliminare. Ora, sebbene gli esempi di fallimento con MET inibitori siano ormai un nutrito numero (MetMab, Tivantinib, Cabozantinib), indipendentemente dal fatto che li si impieghi su popolazioni selezionate con biomarker o meno, la proteina Axl rappresenta un bersaglio decisamente intrigante.

Mocetinostat è un HDAC inibitore impiegato nel trattamento di cancro alla vescica e linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL). Anche qui Mirati ha scelto una strategia intelligente, puntare (grazie anche alla collaborazione con Foundation Medicine, recente acquisto di Roche) su pazienti con mutazione CREBBP o EP300. Sia per la vescica che per il linfoma, dati preliminari sono attesi nel 2015, presumibilmente in 2Q, ma la compagnia lo scorso novembre aveva parlato di inizio 2015, quindi potrebbe essere anche prima.

Rimane MGCD516, anche qui focus su pazienti con tumore al polmone e presenza di mutazioni, iniziando da RET, Trk e DDR. Vale lo stesso: bersagli molto interessanti, bersagli

 

mirati mocetinostat timeline

mirati mgcd516

Mocetinostat mi pare simile ad altri HDAC inibitori, ma la scelta di perseguire specifiche mutazioni è intelligente e potrebbe generare dati interessanti. Sia MGCD516 che MGCD265 invece hanno presupposti differenti. Simile l’approccio (scelta di pazienti determinata da un biomarker), simili le scadenze, ma differente l’aspettativa. Sebbene Tivantinib e MetMab abbiano dimostrato che differenti approcci (TK inibitori ed anticorpi) non siano stati in grado di produrre effetto in soggetti affetti da tumore al polmone, nemmeno quando questi siano stati inclusi nello studio sulla base di espressione di MET, l’idea che un TKi sporco possa funzionare in alcuni pazienti rimane, ed è alla base di chi ancora nutre ottimismo in Cabozantinib.

In conclusione credo che gli elementi di maggior interesse siano i programmi inerenti Axl, RET e Trk. Che Mirati possa farcela è ancora da vedere, ma le possibilità ci sono ed i bersagli sono decisamente razionali. Sappiamo che Vandetanib, Ponatinib e Cabozantinib stanno seguendo la strada della fusione RET e sappiamo che da quel punto di vista si sono dimostrati efficaci per via di quanto mostrato nel trattamento del tumore midollare della tiroide e per via della forte inibizione di RET. Ora ci provano nel tumore al polmone, con Cabozantinib che sta allargando il raggio d’azione anche su pazienti con fusione ROS1 o NTRK, senza contare anche MET amplificato ed Axl mutato. MET francamente mi pare un bersaglio poco interessante, ma Axl e Trk potrebbero da soli valere il prezzo del biglietto.