Investire nel biotech comporta una serie di valutazioni relative ai farmaci che non sempre hanno a che fare con i semplici dati clinici. Finanza e biotech sono un connubio che genera aspettativa, l’aspettativa genere denaro. Qui proviamo ad arrivare noi investitori. Tanto per iniziare, la lista preliminare:

 

Farmaci promettenti in fase di sviluppo (onco/ematologia e autoimmuni)
Farmaco Compagnia Quotazione Bersaglio Partner Note
AP 26113 Ariad 19,7 ALK/ROS1/EGFR No  
Vintafolide Endocyte 9,65 FR++ Merck  
ARRY 520 Array 3,88 KSP No  
Selumetinib Array 3,88 MEK  
Infinity 35,45 PI3K delta/gamma No  
MM 111 Merrimack 6,03 ErbB2/ErbB3 No  
ICT 107 Immunocellular 2,17 HER2/neu, TRP-2, gp100, MAGE-1, IL13R2, AIM-2 No AMEX
CDX 011 Celldex 7,42 GPNMB No  
Celldex 7,42 EGFRvIII No  
32,74 GM-CSF No Germania
MOR 202 Morphosys 32,74 CD 38 No Germania
6,57 IL-6R No Belgio
IPH 2102 Innate Pharma 2,49 KIR BMS Francia
“Wannabe” in fase di sviluppo
TGR 1202 TG Therapeutics 3,88 PI3K delta No OTC
MGCD 265 Methylgene 0,15 Met/VEGFR No Canada
Kevetrin Cellceutix 1,78 p53 No OTC
LEE 011 Astex 3,37 CDK 4/6 Novartis  
TTI 621 Trillium nd CD 47 Stem Cell Th TSX venture
Note: la quotazione si riferisce al 4 febbraio ed è espressa nella divisa dello stato del quale fa parte la compagnia.

 

Premessa d’obbligo, nel titolo leggete “oncologici”, ma la lista comprende biotech che si occupano anche di tumori del sangue e malattie infiammatorie. Inizialmente la lista doveva riguardare solo i farmaci senza partner, ma alla fine mi sono riproposto di fare un elenco in più parti (nel caso dimenticassi qualcuno o nel caso me ne vogliate suggerire voi) di farmaci con caratteristiche diverse, che suddividerei in due categorie:

  1. “Best/first in class”, che comprende farmaci altamente promettenti con meccanismi d’azione nuovi o particolarmente efficaci nelle prime fasi di sperimentazione;
  2. “Wannabe”, ossia farmaci che condividono il meccanismo d’azione od il bersaglio di più illustri predecessori.

Minimo comune denominatore, si parla di small cap biotech, anche se qualche mid cap ci scappa. L’idea di privilegiare i farmaci senza partner rimane preponderante, soprattutto in questa prima parte della lista.

Ci sono anche compagnie che con i loro farmaci stanno a cavallo fra le due categorie, come ad esempio Infinity Pharmaceuticals () della quale ho parlato più volte in passato. IPI 145 poteva prima passare come “Wannabe” di CAL 101 di Calistoga/Gilead (GILD), ora, dopo i primi risultati, fa categoria a se.

Via con la parte 1,oggi qualche cenno anche sui “wannabe”, visti gli ultimi ingressi nel portafoglio virtuale.

 

 Best/first in class.

 

 Infinity, IPI 145 mantiene le promesse ed alza la sbarra per la concorrenza.

Infinity ha portato ad ASH i dati aggiornati del suo PI3K delta/gamma inibitore IPI 145. Ve li metto qui sotto in tabella:

Clinical responses as of the November 20, 2012, data cutoff were as follows:

Diagnosis* Patients (n) Best Response
Median Time to
Response in Months
(Range)
Treated Evaluable
Complete
Response
Partial
Response
Stable
Disease
Progressive
Disease
iNHL 17 13 1 7 4 1 1.8 (1.7 – 2.8)
CLL/SLL 16 11 0 6 4nodal responses 1 2.9 (1.8 – 5.6)
T-cell lymphoma 7 6 1 1 1 3 2.4 (1.8-3.1)
aNHL 5 3 0 0 1 2 NA
MCL 4 3 0 2 0 1 1.9 (NA)
MM 3 3 0 0 1 2 NA
HL 3 2 1 0 0 1 1.7 (NA)

Due cose si notano subito, IPI 145 è attivo in una marea di tumori del sangue, dal linfoma non-Hodgkin aggressivo a quello indolente, da quello mantellare al mieloma alla leucemia linfocitica cronica. L’altra cosa è che è attivo… per davvero. I numeri son piccoli, dato che si tratta di una fase 1 esplorativa, ma i segni dell’efficacia sono già evidenti, in special modo  nei pazienti con linfoma non-Hodgkin.

IPI 145 non ha (più) un partner (controllate i vecchi articoli per la storia completa) ed il potenziale che ora vedete e che fa capitalizzare alla compagnia biotech americana la bellezza di 1,4 miliardi di dollari è solo espresso per metà, la metà “delta” per così dire. IPI 145 è un PI3K inibitore con selettività verso le isoforme delta e gamma e questo conferisce potenziale anche nel trattamento delle malattie infiammatorie ed autoimmuni. Sebbene questo aspetto sia ancora da dimostrare con dati robusti, capite anche voi che estendere l’impiego del farmaco all’artrite reumatoide (RA) farebbe di IPI 145 il nuovo Rituximab. Ovviamente Infinity è candidata all’acquisto e sulla lista della spesa di più di una Big Pharma.

La fase 1 continua e ad ASCO13 avremo interessanti aggiornamenti, continua la fase 2a in pazienti con asma che quest’anno darà i primi risultati. Lo scorso novembre Infinity ha portato a termine una fase 1 in soggetti sani di IPI 145 e intende mettere assieme il materiale in possesso per gettare le basi di una fase 2 in pazienti con RA da moderata a severa nella prima metà di quest’anno.

Infinity venerdì ha chiuso a 35,45$. Non fatevi spaventare dal prezzo, potenzialmente ne vale oltre 90$.

 

Ariad, primi bagliori di AP 26113.

Ariad (ARIA) ha un ruolino di marcia impressionante, se contestualizzata alla capitalizzazione ed alla storia della compagnia. Oltre al recentemente approvato Ponatinib, un BCR-ABL inibitore in grado di soverchiare la resistenza alla mutazione T315I che condanna i pazienti che la possiedono ad una quasi totale mancanza di opzioni terapeutiche efficaci, ed al controverso Ridaforolimus, discusso mTOR inibitore in concessione a Merck del quale ad Ariad importa ben poco, la compagnia sta indirizzando i propri sforzi su AP 26113, unALK/EGFR inibitore. AP 26113 ha un profilo unico ed una  caratteristica simile a Ponatinib, arriva la dove (quasi) nessun altro è giunto prima: essere efficace verso la mutazione T790M.

AP 26113 si propone di intervenire sulle forme mutate di EGFR (EGFRm) e di ALK positivi (ALK+), salvaguardando le forme wild type, ossia le non mutate. Sia EGFR che ALK sono due bersagli riconosciuti nel trattamento personalizzato del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) e AP 26113 in fase 1/2 ha già dato segni di notevole interesse sia in pazienti ALK+ che in EGFRm su pazienti con limitatissime o mancanti opzioni terapeutiche.

I dati esposti ad ESMO12 parlano di 29 pazienti trattati all’epoca fra cui 14 ALK+ e 11 EGFRm. Circa due terzi dei pazienti avevano fallito tre o più regimi terapeutici precedenti, inclusa chemioterapia e terapie personalizzate (leggasi crizotinib). I dati sui pazienti EGFR resistenti sono incoraggianti, quelli sui pazienti ALK+ impressionano, anche se va sempre fatta la tara del numero ridotto di malati.

Degli 11 ALK+ valutabili per le risposte nei cinque dosaggi sperimentati (60, 90, 120, 180 e 240 mg), otto (ossia il 73%) hanno ottenuto una risposta parziale (PR) e fra questi anche sei pazienti su nove resistenti a Crizotinib (il 66%). Degno di nota il fatto che uno dei pazienti crizotinib resistente ha ottenuto anche una risposta legata a metastasi al cervello precedenti.

Ariad ieri quotava 19,70$. Anche qui, niente paura per la quotazione, dopo Ponatinib ci potrebbe essere AP 26113 ed il farmaco punta al mercato del NSCLC in direzione ALK (circa il 5% di tutti i casi), in direzione ROS1 (un altro 1%) ed EGFR (diciamo un 10%). Stesso discorso fatto per Infinity, Ariad è candidata ad una acquisto da parte di una biotech di peso. Stesso nome per tutte e due: Gilead. Io propendo più per una soluzione Gilead/Ariad. In fondo, Gilead ha già Calistoga.

 

Wannabe.

 

 

In inglese, il termine wannabe (contrazione di want to be, “voler essere”) si riferisce a chi aspira a qualcosa (in particolare a essere qualcuno, a ricoprire un certo ruolo), o finge di essere qualcuno o ricoprire un certo ruolo. [Da Wikipedia]

 

Uso qui il termine “Wannabe” nell’accezione più positiva, sono farmaci che hanno in comune il bersaglio di omologhi di recente successo. Quelli inclusi nella lista hanno ancora tutto da dimostrare, sia chiaro, ma è bene monitorarli comunque. Altra precisazione d’obbligo, l’avere in comune il bersaglio non è garanzia di successo, ma lo sapete benissimo.

Ho già parlato di Astex () che ha il composto più interessante al momento, fra quelli inclusi nella lista. Ho parlato di dei canadesi di Methylgene e del loro pseudo- e della inconcludente ex Manhattan Pharma, ora TG Therapeutics che sta vivendo un buon momento sull’onda dell’hype generato dalla sua sezione legata all’oncologia. Sia Astex che TG Therapeutics sono incluse nel portafoglio virtuale

Cellceutix (CTIX) attira un certo interesse per via di Kevetrin, discusso  p53 attivatore ora in fase 1. La compagnia ha fatto di tutto per attirare attenzioni ironiche su di se, scrivendo lettere di protesta al NY Times con poco senso e pensando bene di attribuire un nome con trademark ad un prodotto in fase 1. Tolte queste facezie, se il composto avesse realmente le proprietà indicate (inizialmente la compagnia lo descriveva solo come un Akt inibitore) sarebbe veramente interessante, stante il fatto che la compagnia capitalizza solo 165M$.

Altro programma interessante riguarda lo sviluppo di TTI 621 da parte di Trillium. Si tratta di un anticorpo monoclonale anti-CD47, un bersaglio decisamente interessante. Recentemente Trillium ha annunciato la fusione con Stem Cell Therapeutics e la cosa potrebbe farsi interessante.

Oh, anche Trillium è canadese…

 

Cerealkiller
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Imprenditore e, da qualche anno, analista biotech.
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