Lo scorso mercoledì, complice la noia e la situazione orribile del settore in vista delle elezioni USA, dopo un breve scambio di opinioni con l’amico Massimo (ho messo la sua foto in fondo all’articolo per rispetto verso i lettori), ho aperto una posizione in Cempra prima dell’Advisory Committee che si è tenuto due giorni dopo. Ho rischiato. L’articolo di oggi non è, evidentemente, legato ad un investimento nell’ottica con la quale ho acquistato il titolo, ma si rivolge a chi volesse prendere posizione da oggi in poi, in ottica di solitromicina, o per chi volesse fare la scelta di puntare su un diretto concorrente. Abbiate la pazienza di leggere e capirete a cosa mi riferisco.

Concisissimo riepilogo.

Cempra si occupa di antibiotici, classe di prodotti per la quale c’è una notevole esigenza medica insoddisfatta, motivo per il quale molti trovano allettante investire in compagnie che si occupano di questo. Il motivo per il quale a me invece non piace molto farlo è che molto spesso il processo per giungere all’approvazione è irto di ostacoli e di problematiche che possono insorgere da un momento all’altro. Capita di sovente, poi, che le aziende siano small cap senza un partner, partner che forse troveranno dopo l’approvazione di un candidato o che forse non troveranno mai.

A fine ottobre le azioni di Cempra subiscono un primo colpo quando la compagnia annuncia la necessità di trovare un nuovo fornitore per l’API visto che il precedente è stato messo all’indice da FDA lo scorso agosto e che qualora non riuscisse a trovare un sostituto, l’eventuale approvazione potrebbe essere rimandata finchè il nodo non venga sciolto.

Il candidato principale di Cempra è solitromicina, antibiotico che già ha superato una fase 3 e che è in attesa di approvazione da FDA. L’ente americano ha fissato un meeting per discutere alcuni aspetti del farmaco lo scorso venerdì, ma il vero dramma è avvenuto pochi giorni prima, quando i documenti pubblici inerenti tale incontro sono stati divulgati. Il titolo si è sostanzialmente dimezzato sulla preoccupazione manifestata da FDA circa la tossicità dell’antibiotico a carico del fegato dei pazienti, motivo per il quale l’ente ha chiesto agli esperti riuniti di votare su 3 questioni:

  1. efficacia di solitromicina
  2. adeguata caratterizzazione del profilo di sicurezza dell’antibiotico
  3. rapporto rischio/beneficio

L’esito ufficiale è stato questo:

VOTE: Has the Applicant provided substantial evidence of the efficacy of solithromycin for the treatment of community acquired bacterial pneumonia (CABP)?
Yes – 13; No – 0; Abstain – 0; No-Voting – 0
VOTE: Has the risk of hepatotoxicity with solithromycin been adequately characterized?
Yes – 1; No – 12; Abstain – 0; No-Voting – 0
VOTE: Do the efficacy results of solithromycin for the treatment of CABP, outweigh the risks including hepatotoxicity?
Yes – 7; No – 6; Abstain – 0; No-Voting – 0

Come si può vedere gli esperti si sono dichiarati, con maggioranza bulgara, a favore dell’efficacia di solitromicina, ma anche contro l’adegata caratterizzazione del rischio di epatotossicità dell’antibiotico. La terza domanda è quella chiave ed il voto qui non è stato per nulla schiacciante e, per dirla tutta, ha visto emergere una certa serie di incongruenze, ma il risultato finale è stato 7-6 circa il fatto che l’efficacia di solitromicina superi i rischi ad essa correlati. Non è esattamente il voto che Cempra si sarebbe augurata, ma visto come si sono messe le cose va considerata una vittoria, anche se in tono minore.

Questa la situazione ad oggi, ma per quel che riguarda il futuro?

Perché solitromicina deve essere approvato.

Tutti gli esperti convocati per il meeting sono a conoscenza del fatto che c’è un enorme bisogno di nuovi antibiotici, tuttavia alcuni hanno votato a favore di solitromicina per quel motivo, altri hanno votato contro pur riconoscendo tale problematica. Questa lacerazione, questa visione ambigua di un dato di fatto acclarato è quello che tiene ancora in vita solitromicina. Ed è il motivo per il quale ritengo che da questo comitato in poi le possibilità di approvazione per Cempra aumentino rispetto a quanto percepito dal mercato fino allo scorso venerdì. Il problema però non è solo se verrà approvato o meno (e se troverà un fornitore adeguato), ma anche in che modo verrà approvato, con quali restrizioni. In buona sostanza, che mercato avrà solitromicina?

Quello che emerge dall’Antimicrobial Drugs Advisory Committee di venerdì è che la per certe infezioni sta crescendo in modo preoccupante, quindi servono nuove armi. Solitromicina è una di queste ed una eventuale fase 3 per meglio caratterizzare la possibile tossicità richiederebbe tempi troppo lunghi rispetto alle attuali esigenze. Solitromicina supera alcune problematiche create dai fluorochinoloni, battericidi in ambiente aerobico ma batteriostatici in anaerobiosi, come ad esempio il fatto di mantenere la flora batterica Gram negativa intatta, solo il rischio di epatotossicità rappresenta un ostacolo di notevole spessore.

Nel corso della discussione si è fatto presente che servirebbe una fase 4 oltre ad un black box warning che indichi il rischio di epatotossicità. Da questo punto di vista, sebbene le due cose non si possano certo considerare in modo positivo, a mio modo di vedere rappresentano problematiche minori, in particolar modo la fase 4.

Più difficile da digerire il fatto che l’antibiotico (che, tra parentesi, potete conoscere anche come CEM-101) venga somministrato per solo 6 o 7 giorni.

Quante possibilità ha solitromicina di essere approvata?

Da quanto emerso finora mi pare di poter affermare con sufficiente sicumera che l’opinione degli esperti sia che il farmaco funziona, che hanno paura della sua tossicità e che hanno votato a favore per questioni più che altro legate alla necessità di nuovi trattamenti. Sta bene. Quello che conta, tuttavia, è quello che pensa FDA e non è detto che l’opinione degli esperti riesca a farle cambiare idea.

Quante possibilità ha, quindi, solitromicina di essere approvata?

Il 7-6 finale del meeting non è entusiasmante, ma si tratta comunque di un voto positivo, il che fa crescere le possibilità che FDA conceda l’approvazione a Cempra, tuttavia rimangono due questioni irrisolte, una delle quali ha a che vedere in modo diretto con la possibilità che venga concesso il benestare ala commercializzazione: la questione del fornitore mancante. Cempra si è rivolta ad Uquifa nel tentativo di risolvere la questione ma le tempistiche sono piuttosto ristrette, avendo la decisione sull’approvazione in calendario per fine anno.  Per Cempra ora si tratta di competere in una corsa contro il tempo che difficilmente la vedrà vincitrice, ma non è detto che l’unica possibilità sia di venir stroncata da FDA. Io vedrei in maniera positiva una estensione della data prevista per l’approvazione da parte di FDA poiché questo significherebbe che l’ente americano abbia la volontà di dare il beneplacito a Cempra, altrimenti si limiterebbe ad una CRL e tutto sarebbe rimandato a quando l’azienda avesse tutti i dati necessari. Lo slittamento della data prevista non fermerebbe il processo, permetterebbe a Cempra di risolvere i suoi problemi ed a FDA di concedere ai medici un’arma in più della qual hanno un enorme bisogno, mentre nel contempo si potrebbero prendere tutte le contromisure del caso per minimizzare i rischi legati al trattamento. Sarebbe una soluzione di buon senso.

Dovendo tradurre in numeri tutte queste ipotesi io mi sentirei di attribuire un 40% di possibilità che lo scenario da me identificato (slittamento data, nuovo contratto per manifattura API, black box e fase 4) si avveri.

Ha senso investire in Cempra oggi?

Attribuendo un 40% di possibilità di successo, quanto potrebbe valere Cempra oggi, non solo alla luce di solitromicina? Considerando che quello di cui discuto oggi rimane il candidato principale e che il rischio maggiore è che non abbia il mercato allettante che gli veniva attribuito qualche mese fa, provo a fare qualche speculazione.

Ipotizzando che solitromicina venga approvata e che, a causa di tutte le preoccupazione esposte in precedenza, l’utilizzo e la diffusione dell’antibiotico siano fortemente limitate (ad esempio non prendo in considerazione l’impiego pediatrico e mi limito solo CABP come indicazione) e che il farmaco sia commercializzato in ritardo per la questione manifatturiera attribuisco a solitromicina un raNPV di circa 324M$ per gli USA. Per comodità assumo che in EU il valore potenziale sia lo stesso, ma assumo che la commercializzazione sia affidata ad un partner (quindi ipotizzo royalties e milestones).

A conti fatti credo che si possa considerare ragionevole una valutazione di 745M$ (200M$ di cassa, 325M$ solitromicina USA e 220M$ solitromicina EU), il che significa circa 14 dollari ad azione.

Chiaramente la decisione riguardo all’investimento dipende in buona misura dalla quotazione che raggiungerà il titolo oggi, dopo la sospensione di venerdì. Mentre vi scrivo il titolo è ancora sospeso.

Ribadendo che comunque i rischi sono molto elevati,  se oggi dovesse aprire sotto gli 8-9 dollari mi sentirei di consigliare un investimento binario in ottica approvazione, tenendo bene a mente il discorso fatto su un possibile (ed auspicabile) ritardo nella decisione di FDA.

Preferite guardare altrove? Paratek Pharmaceuticals ($PRTK) potrebbe essere una soluzione alternativa, ma ne riparleremo più avanti.

 

 

dottor-male-dr-evil

L’amico Massimo, in uno dei suoi pochi momenti di pausa.

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Imprenditore e, da qualche anno, analista biotech.
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